domenica 26 luglio 2009
Crea il tuo universo camin facendo
Ho trovato questa frase in un blog di "psicologia", prima l'errore di battitura mi ha fatto sorridere, poi mi è sembrata strana a sufficienza per darmi uno strattone e iniziare a scrivere.
Tempo fa scrivevo tantissimo, scrivevo di continuo, di giorno, di notte, al bar, pure a occhi chiusi la notte quando mi svegliavo e mi venivano in testa un'immagine o un sogno che volevo ricordare. Ho capito che scrivere era legato a uno stato. Ho scritto quando sono stata male e lontana, ho scritto quando ero serena e ispirata dalla felicità. Poi ho smesso di sentire, di soffermarmi su alcune cose, ho perso qualcosa di me per strada. Allo stesso tempo ho smesso di scrivere.
Non credo di poter ritrovare quello che ho perso, non so neanche se voglio ritrovarlo perché era nefasto. Fatto sta che mi rendeva sempre vuota e il vuoto non solo necessita ma anche aiuta la ricerca. Ne dispone pezzi e passi, quasi naturalmente.
Probabilmente la frase del titolo è più intelligente di quanto si possa pensare.
Il mondo è fatto di cose, le cose si costruiscono, il cammino in effetti può anche essere visto come un camino. Un canale annerito e stretto che porta all'interno di una casa o su un tetto, luoghi piuttosto diversi ma mica poi tanto, a pensarci bene. Hanno entrambi un loro peculiare fascino. Mi piacerebbe sapere se il mio camino porta in una casa o su per un tetto, ma la luce di questo pomeriggio mi dice di desistere e di non chiedere troppo per oggi.
mercoledì 18 giugno 2008
mercoledì 10 ottobre 2007
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